Riti funebri: tradizione e modernità

Sapevate che le varie popolazioni della Terra si differenziano soprattutto per come si pongono nei confronti della morte? In alcuni paesi la morte di un familiare è un dramma, una perdita da piangere per giorni o settimane, in altri si piange il defunto ma la sua veglia funebre rischia di diventare una festa poiché alcune popolazioni credono che con la fine della vita si prospetti un futuro più prospero, sono quelle popolazioni che credono fortemente nell’aldilà e nella vita oltre quella terrena. Ebbene i riti funebri in quelle zone del mondo sono tra i più toccanti.

Riti funebri: tradizione e modernitàIl rito funebre varia quindi a seconda anche dei credi religiosi, in Italia i riti funebri si svolgono con una veglia a casa del defunto.

La norma infatti prevede che passino un certo numero di ore prima che si possa seppellire il defunto. Durante queste ore la casa del defunto resta sempre aperta per poter accogliere parenti ed amici che vengono a dare l’ultimo saluto al loro caro.

Diversa la situazione invece se una persona muore in ospedale, ci sono delle regole ancora più ferree e spesso si bypassa il rituale della veglia funebre che ha molto significato per gli amici e i parenti perchè permette loro di “vedere” il morto per l’ultima volta.

In queste occasioni è difficile dare consigli su come organizzarsi o su cosa fare perchè generalmente il dolore appanna i ragionamenti e non ci permette di ponderare le scelte.

In generale possiamo dire che se il defunto era una persona molto anziana e che ha sofferto prima di morire, nei giorni precedenti alla morte in cui siamo già al corrente del fatto che il nostro caro non si riprenderà più possiamo prepararci almeno a sbrigare le faccende pratiche, come pensare di preparare i vestiti che il defunto indosserà, o magari pensare di chiamare una buona agenzia di onoranze funebri come onoranzefunebripanetta.it.

Vi sono alcune agenzie ad esempio che cercano di alleviare il più possibile dal peso delle faccende amministrative ed occupandosi di tutto aiutano i cari del defunto a “pensare” soltanto al dolore.

Se abbiamo quindi un parente in fin di vita, sappiamo che non c’è speranza, possiamo iniziare a far sbrigare queste cose pratiche, che sono poi quelle a cui meno si pensa quando si è presi dal dolore. Occupatevi quindi soltanto del vostro dolore e non delle faccende pratiche che sbrigheranno dei professionisti.

La pizza è di certo uno dei piatti più amati dagli italiani. Ma per gustarla si può stare comodamente a casa senza per forza recarsi in pizzeria. Anche la pizza fatta in casa infatti ha un suo perché.

La differenza con quella fatta in pizzeria è che di certo non abbiamo un forno a legna nella nostra cucina, quindi il metodo di cottura è diverso, ma la qualità è indiscutibile. Vediamo quindi come procedere passo passo, sotto consiglio del pizzaiolo di ristorantemuccapazzatorino.it, con decenni di esperienza con le “mani in pasta”.

Come preparare una buona pizza in casaPer preparare una buona pizza fatta in casa e cuocerla con il forno elettrico si deve partire dalla bontà degli ingredienti.

In primo luogo scegliere una buona passata di pomodoro (magari facendola in casa con pomodori di stagione), un buon mazzetto di basilico profumato, la migliore mozzarella da cucinare (o anche la provola affumicata va benissimo) e in ultimo bisogna preparare una buona pasta per pizza.

Partiamo da questa.

Gli ingredienti di una buona pizza: scegli solo prodotti genuini

Per la pizza gli ingredienti sono: farina, acqua, lievito di birra, sale e olio. Molte ricette indicano negli ingredienti le dosi precise, ma tante massaie scelgono di operare “ad occhio”, anzi è il caso di dire al tatto, poiché è proprio impastando con le mani che si riesce a capire o meno quanti e quali ingredienti mancano.

Si parte dal lievitino, ossia si fa sciogliere il lievito di birra con un poco di acqua calda (non bollente altrimenti il lievito non si aziona) e si aggiunge un poco di farina. In questa fase c’è chi aggiunge anche un pizzico di zucchero per stemperare il sapore del lievito. Una volta formato il lievitino, che ha un aspetto più liquido, si continua aggiungendo la farina e l’olio.

Sciogliete poi il sale in acqua calda e aggiungetela pian piano all’impasto, se l’impasto è troppo acquoso aggiungete più farina, se troppo secco aggiungerete invece più acqua. Si lavora un po’ con le mani l’impasto fino a quando non è liscio ed omogeneo (deve staccarsi facilmente dalle dita). Si può scegliere di impastare anche con una impastatrice ma in questo caso è meglio seguire delle dosi precise poiché non usando il tatto non è semplice rendersi conto di cosa manca.

Ora la nostra pasta è pronta, ma bisogna farla lievitare. Mettetela quindi in un recipiente giusto un poco infarinato (per non fare attaccare la pasta) e coperta con un canovaccio asciutto lasciatela lievitare. Attenzione in questa fase la pasta per la pizza deve stare in un ambiente asciutto e non ventilato. Ad esempio potete metterla in forno con la luce accesa.

Passata un’ora e mezza o due ore la pasta sarà diventata il doppio. A questo punto preriscaldate il forno a 200 gradi, e mentre diventa rovente condite la pizza con gli ingredienti scelti. Ungete una leccarda e schiacciate la pasta con le mani (non usate il mattarello altrimenti la pizza risulterà troppo schiacciata in cottura con il rischio di diventare croccante).

Una volta condita la pizza infornatela mettendola prima nel ripiano basso del forno (così cuocerà bene sotto) per 15 minuti e poi nel ripiano medio fino a fine cottura.

La bocca è quotidianamente sotto attacco dei batteri. Una delle patologie più frequenti nella popolazione, di cui oltre il 50 percento ne soffre, è la carie dentale.

La sua insorgenza non affligge solo i ragazzi, così come erroneamente si può pensare, ma è dato sapere che è un problema molto comune anche tra le persone adulte perché il fattore di sviluppo in primis è l’alta presenza batterica.

consigli di un dentista di TorinoPer la carie dentale la causa soprattutto legata all’alimentazione, motivo per cui un consumo di cibi ad alto contenuto di carboidrati e zuccheri ne favorisce l’attacco ai nostri denti. Come la maggior parte delle patologie, il primo passo per la prevenzione avviene a tavola, con la cura della dieta che sia variegata e sana.

Limitando questo tipo di alimenti, il consumo di bevande gassate e il fumo delle sigarette già si diminuisce la possibilità di carie ma non è del tutto da escluderne l’insorgenza. I sintomi delle carie dentali sono macchie scure sui denti e soprattutto una ipersensibilità che provoca intenso dolore e favorisce la presenza di alito cattivo.

Per prevenire, oltre alla cura del cibo, è fondamentale una corretta igiene dentale quotidiana, cercando di favorire l’uso di dentifrici al fluoro, ai quali si aggiunge il costante uso di colluttori antibatterici che sradicando alla radice il problema e poi l’uso continuo del filo interdentale che impedisce l’accumulo di batteri tra un dente e l’altro.

Molti per una perfetta ingiene orale da casa si avvalgono dell’uso di spazzolini elettrici che con il loro andamento rotatorio arrivano dove uno spazzolino manuale non riesce e concludono la pulizia con l’idropulsore.

In certi casi  è meglio affidarsi ad uno studio dentistico professionale

Tutto questo, però, da solo non basta ed è necessario affidarsi ad uno specialista come il dentista Torino Dott.Sivestri che deve intervenire attraverso l’otturazione della carie dentale. Tutto questo è possibile solo dopo un’adeguata visita medica di controllo.

Accertata la presenza della carie, la sua natura, il dottore specialista procede al tipo di intervento che vede necessaria l’otturazione della fastidiosa carie.

È fondamentale anche intervenire in modo tempestivo per limitare i danni che una carie dentale, attraverso il proliferare di batteri, comporta, estendendosi ed arrivando anche alla radice del dente che, una volta aggredito, comporta la morte del tessuto osseo.

Per non far morire il dente aggredito dalla carie è molto importante affidarsi ad uno specialista che, con varie sedute nel suo studio dentistico, a seconda della gravità e della profondità della carie, procederà all’otturazione e lavorerà utilizzando sofisticati macchinari che agiscono sullo smalto dei denti senza però rovinarlo.

La seduzione è un’arte che va praticata nel modo giusto, sono molti gli uomini che si chiedono che cosa fare per sedurre una donna, tale quesito nasce in virtù dei diversi fallimenti raggiunti, senza che lo scopo finale sia stato finalmente arrivato: conquistare una donna.

SedurreSono tanti i segreti che possono aiutare un uomo nel suo intento e, al contempo, ci sono alcuni comportamenti e atteggiamenti che dovrebbero essere assolutamente eliminati. Se hai conosciuto una donna e ti piace come tale, se provi un’attrazione nei suoi confronti e non sei alla ricerca di un’amica con la quale uscire, devi agire di conseguenza, con decisione e fermezza, gettarti nell’arduo compito della seduzione.

Che cosa fare per sedurre una donna se ti accorgi che lei pensa a te come un amico? Questo è uno degli errori che non devi mai permetterti: avvicinarti troppo a lei in un modo tale da sembrare un semplice amico; per evitarlo è importante prendersi del tempo, ma non troppo se non vuoi che lei pensi di non piacerti.

Dopo il primo approccio, è importante che lei capisca il tuo reale interesse: ti piace e pensi a lei come a una donna e non un’amica. Ci sono alcuni segnali che l’uomo dovrebbe essere in grado di carpire; quando siete attivi in una conversazione, non annuire sempre alle sue frasi, non mostrarti simile a lei anche nei suoi interessi, la regola che vige nella seduzione è quella e non sbaglia: gli opposti si attraggono. Non immischiarti nelle sue conversazioni per parlare di te, essere misteriosi fa parte di quel fascino segreto che attira molto le donne.

Non essere sempre e troppo accondiscendente, non esagerare con regali e atteggiamenti da tappettino, non essere perfettino, le donne sono inevitabilmente attratte dai ragazzi e da quegli uomini che appaiono lugubri e indecifrabili, dai comportamenti discutibili. Non devi trasformarti in qualcuno che non sei e nemmeno diventare un cattivo ragazzo, ma celarti con un po’ di ambiguità, questo incuriosisce tanto le donne.

Un’arma vincente per gli uomini che si chiedono spesso che cosa fare per sedurre una donna, è quella dell’improvvisa scomparsa. Sembra controproducente, ma è una realtà innegabile. Sei presente con messaggi, telefonate, il buongiorno e la buonanotte e ancora durante la giornata riesci ad attirare la sua attenzione con improvvisate e o compagnia per eventuale passeggiata o shopping? Basta. Adesso arriva il momento di sparire, concediti due o tre giorni di silenzio, cerca di essere impegnato in altro e non costringerti a chiamarla per forza anche se è quello che senti.

La donna sentirà la tua assenza, si chiederà che cosa è successo, se hai incontrato un’altra donna o ragazza, se ha fatto qualcosa per offenderti o cose simili: sarà lei che ti chiamerà, anche con la scusa di essere arrabbiata oppure offesa per il tuo silenzio.

Sii un uomo deciso e non mostrare mai incertezza, adesso sei davvero a un passo dal sedurre la donna che brami e devi mostrare un primo approccio fisico, se ti senti pronto buttati prendendole la mano o anche baciandola, ci sono dei segnali innegabili che ti fanno capire se e quando è il momento giusto per lanciarti con questo approccio finale della seduzione.

In Italia si stanno moltiplicando sempre di più i matrimoni tra gli uomini italiani e le donne provenienti dall’est. Ci sono attualmente tantissimi siti, blog e agenzie matrimoniali che mettono in comunicazione le donne straniere con i single italiani.

Un tale successo denota sicuramente un disequilibrio che si sarà creato tra le donne italiane e gli uomini italiani, e analogamente, una attrazione esplosiva tra le donne dell’est e gli uomini italiani.

ragazza-dell-estMa come mai? Vediamo insieme cosa attrae tanto gli uomini a cercare a propria anima gemella all’estero. Molte donne dell’est non riescono più a tollerare il comportamento degli uomini del loro paese, sicuramente più autoritari dei nostri compaesani.

Infatti nel Paesi, come la Russia e l’Ucraina, le donne rinunciano alle proprie attitudini e alle propria carriera per dedicarsi totalmente al proprio uomo e alla famiglia, un sistema patriarcale dove la donna deve essere accomodante in tutto e per tutto. Stanche forse di questi stereotipi e di questa mentalità, le donne dell’est cercano novità e stabilità nello stesso tempo.

Poi vi è un male che affligge gli uomini di questi Stati ed è l’alcolismo. Molti uomini sono succubi di questa dipendenza che provoca in loro malattie che portano ad avere rapporti interpersonali difficili, ma anche malattie mortali. Insomma gli uomini dell’Est, sono persone interessanti, ma non dei bravi mariti.

La donna in questi contesti non ha un posto di rilievo e subisce discriminazioni sessuali. Non esiste uguaglianza tra maschi e femmine, e la violenza alle donne è considerato un tabù. I maltrattamenti sono un reato, ma in questi Stati sono tollerati, come se fosse routine. Ecco perché le donne dell’Est cercano il proprio uomo altrove. Cercano un uomo romantico, che le metta in primo piano su tutto, cercano stabilità, ma donano tanto amore e rispetto.

Ecco perché queste donne non cercano un uomo bello, ma semplicemente cercano la benevolenza, la devozione verso di loro, la sincerità e la comprensione reciproca. Certo non ci sono casi in cui, una donna straniera si sia sposata con il primo che incontra ed una volta in Italia lo molla per cercare altro, specie se l’uomo in questione è anziano.

Quello che spinge le donne dell’Est a sposare un uomo italiano lo abbiamo capito, perché l’uomo italiano cerca la donna straniera? Esiste un’attrazione molto forte e soprattutto reciproca tra donne e uomini di nazionalità diverse, proprio perché vi è una differenza di mentalità.  E’ qualcosa di intimo e personale, ma soprattutto magico!

L’acne è una malattia della pelle dovuta ad un’infiammazione delle ghiandole sebacee prodotte in linea di massima da uno squilibrio ormonale.

L’età caratteristica dell’acne infatti è quella dell’adolescenza, si parla spesso di acne giovanile proprio in riferimento alla fase in cui è più frequente la prima comparsa dei cosiddetti comedoni o punti neri, che poi degenerano in pustole, papule o noduli.

I rimedi della medicina contro l'acneIl problema si può presentare però anche in età adulta: si parla in questo caso di acne tardiva e compare soprattutto tra la popolazione femminile e generalmente dopo i 30 anni in concomitanza con patologie ormonali particolari, situazioni di stress o assunzione di anticoncezionali.

La terapia sicuramente più utilizzata e di migliore riuscita contro acne e brufoli è quella farmacologica: il primo passo infatti in presenza di una patologia da acne è quello di evitare il contatto della pelle con sostanze irritanti e soprattutto non ricorrere al fai da te con l’applicazione magari di sostanze di dubbia origine.

E’ bene dunque rivolgersi ad un dermatologo, che analizzerà il tipo di acne in corso e potrà consigliare la terapia farmacologica e i rimedi più indicati a seconda del soggetto.

La terapia più efficace che viene consigliata è in genere quella antibiotica: generalmente si suggerisce quella per via orale in caso di acne lieve e moderata, che risulta comunque sufficientemente efficace nel debellare gli stati infiammatori lievi soprattutto rispetto alle formule in crema da spalmare sulla pelle, che richiedono parecchio tempo d’azione.

Un altro tra i rimedi offerti dalla medicina è dato dalla terapia cheratolitica, costituita in linea di massima da pomate che agiscono sulle ostruzioni a carico delle ghiandole sebacee: esse, derivate dalla vitamina A, si possono assumere anche per via orale e vengono spesso associate alla terapia antibiotica per una maggiore efficacia.

Altrettanto utili i rimedi contro acne e brufoli offerti dalla terapia ormonale: si tratta però di cure temporanee che vengono somministrate soprattutto ai pazienti di giovane età o appunto a chi soffre di disfunzioni ormonali che causerebbero tali patologie.

Dunque la regressione della patologia in questo caso sarà legata soltanto al periodo di assunzione dei farmaci della terapia ormonale.

Molti sono i giovani che riscoprono l’attività di gestione di piccoli locali o bar sulla spiaggia, i così detti chioschi estivi.Negli ultimi anni vi è un ritorno all’attività commerciale di somministrazione di cibi e bevande ma in ambienti che mirano più a soddisfare la serenità e il benessere del cliente più che a rimpolpare le tasche di chi gestisce lo spazio.

Chioschi estivi, vediamoliCerto indubbiamente vi sono dei guadagni ma lo spirito che anima i chioschi estivi è quello più che altro di ritrovare un posto familiare che funga da riferimento per trascorre il tempo libero in compagnia.

Lo scopo principale di un chiosco estivo e quindi di una attività che ha caratteristiche stagionali è quella di potersi fidelizzare i clienti e vederli tornare l’anno seguente.

Ovviamente occorre anche avere la capacità di rinnovare la propria clientela sfruttando la condizione vacanziera e quindi le persone che continuamente sono di passaggio nella località specifica. Il lavoro stagionale è molto ricercato da coloro in particolare che stentano a trovare un posto fisso durante tutto l’arco dell’anno.

I vantaggi sono evidenti, innanzitutto l’impegno richiesto può ricoprire in pieno i tre mesi estivi, poi si possono aggiungere due mesi precedenti e due mesi seguenti per apportare modifiche all’attività, sistemare il locale e adeguarlo ai cambiamenti intercorsi durante l’estate, ma per il restante periodo invece il titolare è libero di gestire i proprio guadagni senza dover recarsi sul posto di lavoro. L’apertura e gestione di un chiosco estivo non implica necessariamente esperienze pregresse.

Ovvio che la condizione migliore è quella di coloro i quali hanno dimestichezza con gli affari in termini di gestione del personale, seppur di poche persone e spesso si tratta di familiari, oppure gestione del commercio per il recupero delle forniture più opportune, per il contenimento dei costi e l’opportuno calcolo dei guadagni stagionali.

Intraprendenza e creatività sono poi doti aggiuntive che compongono la figura di colui che vuole occuparsi di un tipo di clientela che viene in vacanza, quindi è desiderosa di relax, tranquillità ma all’occorrenza anche di divertimento e svago, senza troppi impegni né di soldi né in termini di spostamenti dalla spiaggia.

Ecco come creare un blog

Come creare un blog in grado di generare guadagni certi è una domanda che si pongono parecchi internauti. Un tempo poteva apparire complesso, oggi sicuramente non è semplice, ma nemmeno arcano (vedi ad esempio questo servizio per ottenerne la configurazione gratuita).

Certo, se una volta le piattaforme di riferimento erano poche e si riusciva in maniera relativamente più semplice ad inserirsi in un giro di contatti, oggi con l’aumento vertiginoso di utenze e lo sviluppo dei social network come Facebook, Twitter e Google Plus non si può dire che le occasioni mancano.

Bisogna in ogni caso strutturare il progetto in maniera organica e precisa, esattamente come se si trattasse di una nuova impresa.

Nel dare consigli su come creare un blog infatti non si può tralasciare il fatto che questo deve avere, fin dalla sua nascita, un tema definito e possibilmente vicino agli interessi del blogger, dei lettori a cui parlare e con cui interagire attraverso commenti e posta elettronica.

Inoltre il lavoro va fatto sui social network dove si deve stimolare la condivisione dei post sia con il proprio contatto personale che con eventuali fan page. Sarà poi il pubblico iniziale, molte volte fatto da amici o conoscenti, a valutare e far veicolare le informazioni laddove dovesse gradire.

I guadagni arriveranno in maniera lenta e graduale. Ci sono alcuni servizi offerti anche da Google con cui è possibile inserire banner pubblicitari negli articoli ed ottenere, a seconda dei click, un certo compenso. In questi casi si deve puntare alla quantità, cioè a raggiungere quante più persone possibile.

E’ chiaro che un lavoro qualitativo porta con sé una crescita dell’interesse anche di potenziali investitori privati che possono scorgere nel blog una vetrina su cui promuovere la propria azienda. Ma questo è uno step successivo che postula la necessaria riuscita di tutto quanto studiato ed organizzato in principio.

Si tratta, come detto, di un processo lungo e tortuoso dalla riuscita non affatto sicura. Per forza di cose va impostato come un hobby a cui dedicare diverso tempo ma che, con il lavoro giusto, può portare a delle ottime soddisfazioni. In fondo le occasioni per iniziare, gratis o a basso costo, ci sono: perché stare a guardare?

Può capitare di ritrovarsi graffi sulla macchina, sia in seguito ad operazioni di verniciatura, sia in caso di righe. A tal proposito è utile l’uso della pasta abrasiva per asportare materiale dalle superfici del veicolo.

Pasta abrasiva per autoSe il graffio è leggero e non ha intaccato la vernice fino a rendere visibile lo strato protettivo sottostante o addirittura il metallo,si può tentare di renderlo meno visibile levigando il graffio in modo che i suoi bordi diventino meno marcati e si confondano con il resto della vernice.

Se invece il graffio è profondo si dovrebbe riempirlo con la vernice per ritocchi e sopra la vernice (se è metallizzata) passare il trasparente. Quando hai finito, con la pasta abrasiva levighi il ritocco.

Anche se il ritocco è stato fatto da un esperto non contare che non si veda più nulla. L’utilizzo della pasta è delicata al punto che se non si utilizzano determinate procedure, si può addirittura rischiare di peggiorare le cose invece che di migliorarle.

La pasta abrasiva non va mai assolutamente e in nessun caso, bagnata quindi occore lavare la superficie dove compaiono i graffi e poi asciugarla perfettamente. Basta passare un “pizzico” di pasta con un panno morbido (usando uno o due dita attraverso il panno) e girare estendendo l’azione per un paio di cm attorno alle stesse rigature.

Se è necessario  si può procedere aggiungendo un po’ di pasta alla volta, durante il movimento circolatorio sulla zona interessata. E’necessario non levigare mai in una sola direzione ma girare sempre. All’inizio si sentiranno sotto le dita i granelli della pasta, poi la si sentirà sempre più liscia. Ci si deve fermare quando si sentirà sotto le dita, la superficie completamente liscia altrimenti la vernice si opacizza.

Quando ci si renderà conto che le rigature cominciano a sparire, significa che si sta procedendo nella direzione giusta. Nel momento in cui si è portata a termine l’operazione, si potrà mettere a posto il panno ed i prodotti e procedere a lavare l’area precedentemente danneggiata e dunque riparata, al modo da eliminare tutti i residui della pasta abrasiva.

E’opportuno procedere con il lavare, sempre delicatamente la superficie con shampoo o sapone adatto all’auto.

La gravidanza interessa in primo luogo i muscoli del pavimento pelvico. Questi ultimi hanno il compito di sostenere l’utero, la vescica e l’intestino.

Esercizi di Kegel in gravidanzaSempre più ginecologi propongono alle donne in dolce attesa l’allenamento dei muscoli pelvici attraverso gli esercizi di Kegel, che si sono dimostrati molto utili anche durante la gravidanza.

Un costante allenamento dei muscoli pelvici è in grado di preparare il pavimento pelvico allo stress fisiologico che incontrerà durante le ultime fasi del parto vaginale.Più questi muscoli saranno tonici e più aiuteranno durante le fasi del parto.

Secondo alcune ricerche l’abitudine alla pratica degli esercizi di Kegel si è dimostrata utile anche nella prevenzione delle emorroidi derivanti dal parto e nei problemi di incontinenza urinaria durante i nove mesi di gestazione. Le partorienti che praticano questi esercizi, inoltre, ammettono di aver affrontato più facilmente il parto.

La pratica degli esercizi Kegel durante la gravidanza porta notevoli benefici sulla capacità di controllare i muscoli durante il travaglio e il parto. Diminuisce inoltre la probabilità di lacerazione perineali, l’insorgere delle emorroidi ed eventuali perdite vescicali ed urinarie.  Questi esercizi, inoltre, si sono dimostrati utili per ritrovare la tonicità dei muscoli dopo il parto e per il recupero del controllo della vescica messa sotto stress dal parto.

In cosa consistono gli esercizi di Kegel? Si tratta di contrazioni volontarie dei muscoli del pavimento pelvico, da praticare dopo aver svuotato completamente la vescica. Si può iniziare con una serie di 10 esercizi di contrazione e rilassamento muscolare, da ripetere 2-3 volte nell’arco della giornata.

Una volta contratto il muscolo, questo andrebbe tenuto in contrazione per circa 10 secondi. Se questo dovesse risultare difficoltoso, si può iniziare mantenendo la contrattura per cinque secondi ed aumentare gradualmente man mano che si prende confidenza con la pratica.

Come si individuano i muscoli del pavimento pelvico? I muscoli da coinvolgere nell’esercizio sono quelli che controllano la minzione, quindi si riconoscono interrompendo per qualche secondo il getto di urina durante la minzione. Una volta individuati i muscoli interessati, gli esercizi di Kegel si possono svolgere in qualsiasi posizione e in qualunque momento della giornata.